TaleggioNews | gennaio-febbraio-marzo 2009

Indice:
> Editoriale
> Linea diretta con: il Caseificio Villa
> Linea diretta con: Mazzoleni Formaggi
> Lo sapevate che? I grassi trans
> L'immaginifico del Taleggio
> Educazione alimentare: Il ruolo del Consorzio
> Qui spot: assaggiare per credere
> La ricetta
> Eventi
> Stampa
> Linea diretta con il Consorzio
> Invia le tue ricette
> Richiedi il ricettario

> Editoriale

Nel 2009 il Consorzio compie 30 anni! Siamo ancora giovani, ma con sufficiente esperienza e competenze per essere un punto di riferimento per il mercato, per i produttori e per i consumatori. Proprio in questi giorni, stiamo ultimando il programma per le celebrazioni del trentennale che si svolgeranno in sedi che stiamo identificando. A fare da corollario saranno eventi, degustazioni, feste tutte incentrate su questo prodotto le cui origini risalgono a tanti secoli fa. Il Taleggio è un formaggio dalle ormai note qualità nutrizionali e proprio per questo  lo stiamo “portando” nelle scuole con un programma di incontri e opportunità rivolto agli insegnanti e agli allievi che potranno degustarlo in modo inusuale e scoprire le sue molte virtù fra le quali la bassissima percentuale di grassi trans. Iniziamo da questo numero a farvi conoscere i protagonisti del nostro settore, persone che con grande passione ed esperienza guidano la loro azienda, magari ereditata dal padre o dal nonno. Vi presentiamo infine il nostro spot, “Un amore di formaggio”. Speriamo che vi faccia venire l’acquolina in bocca e una voglia matta di Taleggio! 
 
Buon Anno a tutti! 

Lorenzo Sangiovanni
Presidente Consorzio Tutela Taleggio

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> Linea diretta con: il Caseificio Villa 

Il Caseificio Villa , situato a Villa di Erbusco in Franciacorta su un’area totale di 17 mila metri quadrati, è specializzato nella produzione di formaggi tradizionali come Taleggio, Quartirolo Lombardo e Salva Cremasco, formaggi a pasta filata e prodotti più tradizionali di servizio. “La nostra è un’azienda versatile – conferma Massimo Romanò, direttore dello stabilimento fondato da Giacomo Felappi oltre mezzo secolo fa, gestito poi dal figlio Pietro e oggi dai figli di quest’ultimo, Federico e Massimiliano.

E’ un’industria casearia certificata ISO 9000 e BRC-IFS. La prima certificazione identifica una serie di norme e linee guida che propongono un sistema di gestione per la qualità, pensato per migliorare efficacia ed efficienza della organizzazione oltre che alla soddisfazione del cliente. Gli standard BRC (British Retail Consortium), ente inglese ed IFS  (International Food Standard), ente tedesco, nascono dalla necessità della grande distribuzione di qualificare i propri fornitori di prodotti a marchio. Le due norme hanno come requisiti comuni l’adozione di un piano, la presenza di un sistema di gestione della qualità documentato e standard di processo, per gli ambienti di lavoro e per il personale. I requisiti delle nostra azienda – continua Romanò – non sono lì solo per essere appesi ai muri, sono invece la garanzia di un sistema di qualità il cui obiettivo è la sicurezza alimentare con tutte quelle procedure che l’azienda e il suo personale mettono in atto quando si produce il formaggio.

Dopo tre generazioni di tradizione casearia, il Caseificio Villa garantisce la genuinità e la bontà dei propri prodotti soddisfacendo le richieste del consumatore finale e della clientela formata da grande distribuzione, industrie, grossisti e stagionatori. L’azienda infatti sta sviluppando ulteriormente il suo marchio Bio, anch’esso certificato, per la produzione di formaggi. Il caseificio si avvale di ben 120 aziende agricole per il conferimento giornaliero del latte che viene costantemente analizzato e poi lavorato nel massimo rispetto delle norme igienico sanitarie e dei regolamenti comunitari a tutela della genuinità del prodotto e della salute dei consumatori.

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> Linea diretta con: Mazzoleni Formaggi 

Nel 1930 Ernesto Mazzoleni, grazie alla sua esperienza nel settore, dà vita, assieme al figlio Lucio, all’omonima azienda per la produzione e la stagionatura del Taleggio e dei formaggi locali. Ben presto il marchio Mazzoleni diventa sinonimo di bontà e di perfetta stagionatura. Dopo tre generazioni, la famiglia Mazzoleni conduce l’azienda nel rispetto delle più antiche e sane tradizioni. Ancora oggi infatti le più importanti fasi di lavorazione, tra cui la salatura a secco, vengono effettuate manualmente da esperti casari. Per mantenere il sapore caratteristico del Taleggio si sono ricreate le condizioni di allora, dotando la sede di Abbadia Lariana, sul lago di Como, di ambienti ad alto tasso di umidità. Qui il Taleggio stagiona per quasi due mesi acquistando il suo tipico gusto e mantenendo intatta la propria morbidezza proprio come accadeva oltre mille anni fa quando i pastori della Val Taleggio e della Valsassina utilizzavano le grotte e i meandri delle rocce per stagionare il formaggio tipico della zona, ora noto come Taleggio. Un alto tasso di umidità e una perfetta e costante temperatura ne facevano un prodotto delizioso che alla fine dell’800 comincia a farsi conoscere anche a Milano e nei centri più importanti della Lombardia.

“Una buona stagionatura – ci dice Livio Mazzoleni, Amministratore Unico dell’azienda – è fondamentale tanto quanto una buona produzione. Puntiamo sulla qualità assoluta, sul prodotto lavorato ancora a mano, secondo metodi che vengono tramandati da oltre 50 anni e che conferiscono al nostro formaggio quel particolare sapore, anche grazie al clima unico che si respira sulle sponde del nostro lago di Como”.

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> Lo sapevate che?

I grassi trans
A fronte delle numerose richieste provenienti dal mercato estero sulla quantità di acidi grassi, nella fattispecie di grassi trans, che deve comparire nella tabella nutrizionale degli incarti di prodotto esportato (in particolare per il mercato U.S.A.), il Consorzio ha predisposto una serie di analisi per poter disporre di questo dato. Oltre alla determinazione del quantitativo di acidi grassi trans, sono stati ricercati i valori di acidi grassi saturi, acidi grassi monoinsaturi, acidi grassi polinsaturi e colesterolo. Le analisi sono state svolte da un laboratorio specializzato su tre diversi lotti di Taleggio DOP provenienti da cinque caseifici, scelti a campione e significativamente rappresentativi, per un totale di 15 campioni, allo scopo di verificare la variabilità dei risultati all’interno dello stesso caseificio e tra caseifici diversi. I risultati delle indagini sono riportati in una tabella che riporta i valori completi. La percentuale di grassi trans e colesterolo riferiti al taleggio per 100 gr. di prodotto sono: 0,46 gr. di acidi grassi trans e 88 mg di colesterolo.
 
Nei prodotti lattiero caseari gli acidi grassi trans (TFA) costituiscono quella componente del grasso che si origina dalla bioidrogenazione a livello ruminale di lipidi insaturi presenti nell’alimentazione degli animali. Sono molecole di acido grasso che contengono almeno un doppio legame e possono essere classificati in cis o trans. La maggior parte dei grassi insaturi assunti attraverso la dieta è di forma cis mentre una piccola percentuale è di forma trans. I TFA sono presenti nella carne bovina, nel grasso di agnello e montone e nei prodotti derivati dalla loro carne e dal loro latte, in alcune creme grasse da spalmare, in prodotti da forno, come cracker, torte, dolci e biscotti, e nei cibi fritti. Le prove raccolte in molti studi sull'uomo indicano che i TFA, come gli acidi grassi saturi, determinano, se assunti in grosse quantità, un aumento dei livelli di colesterolo nel sangue incrementando così il rischio di malattie cardiovascolari e altre importanti patologie.

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> L'immaginifico del Taleggio

Commissionata dal Consorzio con il contributo della Regione Lombardia, è stata recentemente realizzata una ricerca sul Taleggio con l’obiettivo di individuarne vissuto, barriere al consumo e aspetti salienti anche in vista dell’elaborazione della sua futura campagna di comunicazione. Lo studio ha tra l’altro individuato che la notorietà del prodotto, pur risultando buona (pari al 66%), ha margini significativi di miglioramento presso quel 34% dei consumatori che ancora non lo conosce.
 
Il Taleggio risulta un formaggio consumato per lo più nel nord Italia, in particolar modo in Lombardia; nelle restanti regioni il prodotto è di difficile reperimento. Il 51% degli acquirenti ha un’età superiore ai 50 anni, mentre la fascia 21-30 anni costituisce solo il 22% del totale. Dallo studio risultano anche alcune barriere all’acquisto. Il Taleggio è considerato poco pratico per le porzioni proposte, ritenute troppo grosse e generalmente non ha una confezione che ne preservi la freschezza e il caratteristico odore all’interno del frigorifero. Infine, la sua crosta commestibile, immortalata come opera d’arte al Fuori Salone del Mobile, è percepita di difficile gestione, specialmente per ricavarne pezzi piccoli da degustazione.

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> Educazione alimentare: il ruolo del Consorzio

In concomitanza con l’anno scolastico 2008-2009, il Consorzio ha avviato un programma di educazione alimentare rivolto alle classi delle scuole elementari e medie in Lombardia, nelle province di Milano, Cremona, Lodi e Bergamo, realizzato grazie ai contributi del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
 
Il progetto prevede un percorso ludico-didattico per conoscere la realtà produttiva del formaggio Taleggio ed un concorso artistico rivolto alle classi partecipanti. Il percorso inizia con un incontro in classe per i docenti e gli alunni, seguito da una visita ad uno dei caseifici associati al Consorzio che offre la possibilità di assistere a tutte le fasi della lavorazione del Taleggio. I ragazzi vengono poi coinvolti nella realizzazione di un “manifesto promozionale” sul Taleggio, ispirandosi a ciò che li ha maggiormente colpiti. I manifesti prodotti partecipano ad un concorso artistico che seleziona tre classi vincitrici.
 
L'iniziativa segue le classi per tutto l'anno scolastico, dalla presentazione iniziale nel periodo di settembre-ottobre, alle premiazioni del concorso finale sino all’attivazione dell’angolo dell’esperto. Conoscere per riconoscere, sono le parole chiave alla base di questa iniziativa che vede ancora il Consorzio impegnato non solo nell’offrire prodotti che contribuiscano ad un’alimentazione equilibrata sotto il profilo nutrizionale, ma anche a sostenere una sana alimentazione nella quotidianità di ragazzi e adulti.

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> Qui spot: assaggiare per credere

È partita la campagna Tv del Consorzio, in onda sino al 31 dicembre 2008 sui circuiti Gambero Rosso e Alice Tv con un claim accattivante: Taleggio DOP: una forma d’amore. Nello spot di 20 secondi, gli attori catapultano lo spettatore direttamente nel mondo del Taleggio in modo inusuale e diretto.
Il concetto alla base dello spot è un Taleggio talmente buono da diventare un pensiero fisso, un'ossessione nella mente del consumatore.
 
La trama presenta una giovane moglie che decide di organizzare una serata diversa in compagnia del marito durante la quale lo stuzzica con pietanze diverse. La sua attenzione, tuttavia è diretta esclusivamente al formaggio. L’unica esclamazione che l’uomo è in grado di proferire è  infatti “Taleggio!” Alla fine lei, spazientita lo bacia e lui esclama ancora: “Taleggio!”
Con questa nuova immagine il Consorzio Tutela Taleggio vuole avvicinare ulteriormente il consumatore facendo leva sugli elementi distintivi del suo  marchio quali la genuinità, la tradizione del prodotto e i suoi molteplici modi di utilizzo in cucina, proponendo un’immagine dinamica e innovativa del prodotto.
 

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> La ricetta

Pomodorini ripieni con riso e Taleggio

Ingredienti per 4 persone: 100 gr. di Taleggio DOP, 16 pomodorini, 100 gr. di riso patna o arborio, 30 gr. di acciughe a tocchetti, 20 gr. di prezzemolo, 2 spicchi di aglio tritato, 20cl di brodo, origano e sale.

Preparazione: Rosolare il riso con una noce di burro a fuoco vivace, bagnare con il brodo bollente e portare ad ebollizione. Coprire e cuocere in forno a 180° per 18 minuti. Svuotare i pomodorini conservando la polpa. Quando il riso sarà cotto, con una forchetta, sgranellare ogni chicco in modo che siano separati uno dall’altro e lasciare raffreddare. Tritare finemente il prezzemolo, le acciughe e l’aglio; aggiungerle al riso insaporendo con sale origano e la polpa di pomodoro messa da parte. Riempire tutti i pomodorini con il ripieno preparato e adagiare su ogni pomodorino una fetta di taleggio. Mettere il tutto in forno a 200° per 10 minuti e servire.

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> Eventi

Fino a maggio 2009: progetto per le scuole della Lombardia
Marzo - giugno 2009: festeggiamenti per i 30 anni del Consorzio Tutela Taleggio

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